La barca a vela questa sconosciuta.
Cominciamo a descrivere una barca a vela:
Lo scafo assomiglia ad un semiguscio di una noce appuntita, dove il davanti ( prua ) è sottile per "tagliare" le onde e il "dietro" ( poppa ) leggermente più larga per ospitare il timone e l’equipaggio.
Questa noce ( scafo ) assume una forma idrodinamica per avere una resistenza minore nell’acqua, assomigliando quasi ad un pesce.
Una barca ha una parte parzialmente immersa nell'acqua chiamata opera viva.
La parte che sta fuori dall'acqua si chiama opera morta.
La linea di galleggiamento separa l'opera viva dall'opera morta.
Lo scafo ( parte principale della nostra imbarcazione ) sarà poi formato da una parte anteriore detta prua e da una parte posteriore detta poppa.
A poppa c'è il timone, per mantenere e modificare la rotta (direzione della barca), cioè per governare.
Il timone è formato da pala e barra, il tutto è incernierato allo specchio di poppa.
A metà scafo, sull'asse longitudinale della barca, c'è la deriva, alloggiata in apposito vano detto scassa della deriva.
La deriva è mobile e potrà essere immersa nell'acqua o tirata su, con un sistema basculante.
La deriva diminuisce lo spostamento in senso trasversale, quasi come un coltello nell’acqua.
Per sfruttare il vento come mezzo propulsivo, la barca a vela possiede un'attrezzatura apposita costituita da un palo verticale detto albero.
L’albero è sostenuto da cavi di acciaio chiamate sartie ( manovre fisse ) e attaccato all’albero troviamo il boma e le crocette.
ATTREZZATURA:
comprende tutte le parti che servono per fare andare la nostra barca a vela.
L’albero, quel palo lungo su cui "tiriamo su'" ( issiamo ) la nostra vela.
Il boma, quel palo collegato all’albero, che passa in mezzo alla barca all’altezza della nostra testa, il quale sembra messo lì apposta per prenderlo in testa
( questo è lo spauracchio dei marinai ).
Il boma serve per tesare e stendere la nostra vela e dargli una forma per prendere il vento.
I paranchi, simili a delle carrucole ( bozzelli ) con le cime servono a ridurre lo sforzo fisico per "tirare"
( cazzare ) una vela.
Le scotte sono tutte quelle ("corde" ) che si usano per regolare le vele e le attrezzature.
Gli strozzatori o strozzascotte si usano per bloccare la cima in una determinata posizione.
LE VELE
L’apparato propulsore della barca, è composta nel caso più frequente da due vele triangolari, il fiocco situato a prua o proravia e la randa a poppavia dell'albero
Le vele sono issate e ammainate (tirate su e giù) mediante delle cime chiamate drizze, mentre per regolarle si usano le scotte.
Queste si cazzano o si lascano a seconda del tipo di andatura che la barca deve tenere.
ARMARE UNA BARCA
Vediamo di armarla, ovvero di prepararla per la navigazione.
Facciamo una verifica generale della barca e soprattutto dell'attrezzatura per navigare in sicurezza.
Armiamo la randa, quindi la issiamo sull’albero e la fissiamo sui tre punti ( angolo di penna ( in alto ), di mura ( a pruavia) e di scotta ( base, a poppa ).
A questo punto fissiamo la scotta della randa che ci servirà per manovrarla nelle varie andature.
Si issa poi il fiocco al quale andrà collegata la scotta fiocco.
Le scotte servono per cazzare e lascare le vele
( tirarle o mollarle ).
Le scotte sono quasi come il nostro acceleratore del motorino, se vuoi correre di più di bolina si devono cazzare.
IL VENTO
il vento è una delle poche cose che nessuno può vedere.
Esso è fatto da aria che si muove, trasparente, impalpabile, quindi percepiamo quello che il vento muove attraverso la sua pressione sulle cose.
Il vento si sente con il fruscio delle foglie sugli alberi, e lo possiamo sentire sui capelli o sul viso.
In barca anche con le orecchie, con il naso o con il collo.
I più sensibili possono sentirlo con il dorso o il palmo della mano.
Su una barca a vela, rotte, posizioni, manovre, sono sempre considerate in relazione al vento apparente, e soprattutto alla sua direzione.
Una barca ha un lato sopravvento, che viene cioè investito per primo dal vento, e l'altro lato è sottovento.
La barca ha mure a dritta se il vento proviene dal lato di dritta (destra) a sinistra se a sinistra.
LA ROTTA
Una barca che modifica la sua rotta, accosta a dritta o a sinistra.
Per far questo spostiamo la barra del timone.
Il tutto relativo al vento, quindi si devono usare due termini, orza con la barca quando accostiamo verso il vento, ovvero quando avviciniamo la prora al punto da dove il vento soffia.
Puggiamo quando accostiamo allargandoci dalla direzione del vento, ovvero quando allontaniamo la prora dal vento
Il timone risponde solo se la barca ha abbrivo (velocità).
Quando spostiamo il timone, oltre a modificare la rotta, freniamo, perché la pala oppone più superficie al flusso dell'acqua.
Per sfruttare il vento come mezzo propulsore dobbiamo, a seconda della rotta che teniamo, regolare le vele.
Utilizzeremo le scotte che teseremo o allenteremo in base alla nostra andatura.
Se la vela sbatte (fileggia ) e quindi fa rumore dovremo cazzarla perché è troppo lascata.
Il segreto è quello di essere sempre vicini al limite del fileggiamento.
Quindi mai cazzare troppo le scotte delle vele.
In questo modo avremo la vela ben regolata e il vento eserciterà su di essa tutta la sua spinta propulsiva.
LE ANDATURE
Le diverse andature, ovvero le rotte (direzione) che scegliamo, sono determinate dalla direzione del vento
La barca a vela non può navigare controvento e, più esattamente, non può navigare in un certo settore, detto angolo morto.
Se siamo quasi nell'angolo morto e, tenendo le vele cazzate, poggiamo allontanando di poco la prua al vento, allora la nostra barca naviga di bolina.
Puggiamo ancora un poco, fino a mettere la fiancata della barca perpendicolare alla direzione del vento, la nostra barca navigherà al traverso.
Puggiando ancora abbiamo il lasco, e infine, quando il vento viene esattamente da poppa, l'andatura di poppa.
Continuiamo a puggiare abbiamo un cambiamento di mure, ovvero le vele si spostano sull'altro lato abbattendo.
Dotazioni di sicurezza:
spesso trascurate e al bisogno non le trovi mai.
Anche se la nostra barca sembra sicura l’imprevisto può capitare, quindi è sempre utile avere a bordo ma soprattutto a portata di mano il salvagente, unico mezzo che ci aiuta a tenerci a galla nel mare.
La pagaia o i remi che ci aiutano nel caso mancasse del tutto il vento, nel caso di barche a vela grandi ci troviamo il motore.
La sassola, una specie di ciabatta che si usa per buttare via l’acqua da bordo ( sgottare ).
Alla fine la salvezza per i marinai: l’ancora.
Fatta di ferro, irta, fredda ma che infonde sicurezza se accompagnata da un pezzo di catena e da una buona corda (cima ) di adeguato spessore.
A bordo non esistono corde, ma solo cime.
I NODI
A bordo esistono tantissimi nodi, ma per iniziare ne bastano tre
La gassa d’amante
Il nodo savoia
Il nodo piano
I nodi marinari hanno la particolarità di non mollarsi mai.
Ma si liberano con estrema facilità
La rosa dei venti e meteo
La rosa dei venti può essere paragonata ad un orologio, questo orologio al posto delle ore ha dei punti cardinali principali quali: Nord ore 12, sud ore 6, est ore 3, ovest ore 9.
I venti prendono il nome dalla loro provenienza, nel nostro caso nella nostra zona di Venezia avremo a che fare con pochi venti dominanti:
Tramontana da nord, vento freddo e spesso tempestoso.
Bora da nord est, vento forte rafficato molto freddo.
Il levante da est, vento costante temperato dal mare.
Lo scirocco vento da sud est, vento caldo e umido .
Garbin vento da terra nord ovest che porta nebbia o mal tempo.
Prima di uscire in barca ascoltate sempre le previsioni e comunque nel caso di una caduta improvvisa del vento accompagnata da odor di pioggia state attenti potrebbero arrivare delle raffiche di vento dovute a un temporale.
GLOSSARIO
Questi termini nuovi ci consentiranno di cominciare a navigare.
Prua, poppa, dritta e sinistra.
Puggia e orza.
Cazza e lasca.
Sottovento e sopravvento.
Fiocco e randa.
Boma e vang.
Tesabase, scotta.
Barbetta, cima, grillo…….
SII CURIOSO ED IMPARERAI MOLTO IN FRETTA...
BUON VENTO.
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